Alla fine… dopo tante indecisioni e ripensamenti, ho deciso di pubblicare alcune delle poesie che ho scritto in questi anni e che non ho mai voluto mostrare.
L’ho fatto con calma, come con tutte le cose importanti che decido di fare.
Ci ho girato intorno, ho fatto svariati articoli su altre forme d’arte e artisti che mi piacciono, sulla loro musica, sulle loro composizioni poetiche o narrativa.
L’ho fatto perchè non credo di poter aggiungere qualcosa a ciò che è già stato scritto o detto da altri, ma nonostante questo sento il bisogno in questo momento di scrivere e dire la mia.
Sono esperimenti, sensazioni, “flussi di pensiero”, strati di coscienza che talvolta si ribellano, qualche volta riescono a venire fuori, e raramente finiscono trascritti sulla carta.
Li pubblico senza arroganza e con la speranza di trasmettere qualcosa, a qualcuno.
Finally… after many indecisions and afterthoughts, I decided to publish some of the poetries that I wrote in those years and that I never wanted to show.
I did it patiently, like with all the important things that I decide to do.
I wheeled around it, I did many articles about other forms of art and on the artists that I like, about their music, their life, and their poetic compositions or narrative.
I did it cause I don’t think that I can add something to what was been already wrote or said by others, but despite this in this moment I feel the need to write my own.
They are experiments, sensations, “thoughts flows”, conscience layers that sometimes do revolt, sometimes are able to came out, and rarely they are written on paper.
I publish them without the arrogance and with the hope to convey something, to someone.
Giorni bagnati passano veloci.
Parole di vetro feriscono, ma senza malizia.
Il richiamo del vento mi spinge lontano.
Il verso del lupo mi attira.
Corro nudo tra i ricordi mentre,
mi vesto pesante per affrontare il domani.
Vorrei avere il potere,
di portarli con me.
Corri nel freddo,
incontro casuale,
tepore d’autunno,
scintilla di felicità.
Difendi la tua
indipendenza,
la mia
anima danza.
Sottolineo la mia
dipendenza,
i tuoi
occhi m’innamorano.
E cade una foglia
nella nebbia.
Mille gocce di pioggia si
scontrano coi miei sogni dando
un ritmo ai miei pensieri.
La notte ed il giorno
si inseguono all’infinito
come il mio desiderio
e la sua attesa, dolce.
Mi sveglio confuso,
ed eccitato,
cercando di ricordare ciò
che avevo allontanato a fatica,
per concedermi una tregua.
Così il lavoro ricomincia,
mi insegue minaccioso come
in una di quelle foto mosse,
in cui si perde il dettaglio.
E mi ritrovo a cercare col
mio obiettivo ballerini volanti
che danzano frenetici …
… al ritmo dei miei sogni
come mille gocce di pioggia.
E sono felice.
vorrei poter distinguere
quella sottile linea
tra realtà e finzione
per far sparire
questa sensazione
di incertezza
che mi prende alla gola
ed invece sono nel letto
a guardare il soffitto
e sognare, stordito
con il suo odore
ancora tra le dita
ed il rimpianto
in mezzo agli occhi
a domandarmi perchè
a pensare al domani
senza aver ben capito
cosa è successo ieri
Timidi rantoli
di un sognatore malato.
Vecchie illusioni
rinnovano la loro
già sperimentata natura.
Cammino triste
per le strade
della mia vita.
Non ho parole
per descrivere
la mia idiozia.
Credevo di aver già
svenduto ogni singolo
pezzo del mio cuore.
Ma fa male.
Purtroppo mi sbagliavo.
I giorni passano, e non hanno sapore.
Sfido il mio corpo e la mia mente,
in un vortice che non sembra avere fine.
Mi domando quale sia il mio limite,
perchè non riesco a trovarne uno.
Mi guardo intorno, e non vedo nessuno.
Sono solo, naturalmente solo.
E’ la mia natura il problema,
la materia stessa che compone la mia anima.
Derido il mondo, perchè lo comprendo.
Ma non ci vedo alcun posto, per me.
Ho assaggiato le altre persone.
Il gusto è amaro.
Tutto sfugge dalle mie mani come
la sabbia di una clessidra.
Mescolo il lavoro con lo svago,
i sensi di responsabilità con la fuga dal monotono.
Se questa è umanità,
non mi sento umano.
Spesso guardo indietro,
alle persone che ho lasciato sul mio cammino.
Ho corso così a lungo,
che non so più qual’è la strada.
Non c’è più nessuno davanti a me.
Ho freddo.
Forse siamo noi a costruire la strada,
per quelli che camminano dopo di noi?
E’ così ingiusta la vita,
da risolversi con una tale banalità?
Ho bisogno di dare un nome,
a questo grande smarrimento.
Prima di bruciarmi,
prima di finire.
Più comprendo le persone,
e più amo i gatti.
Once again,
I have to start from zero.
This time,
I will start from myself.
Once again,
I have to touch the bottom
to push myself up
to the surface
trough my problems
to the sky
till the light.
I’m coming.
This time,
for the first time.
The party wasn’t bad.
Alcohol, drugs, my compact camera.
All I need.
…
A volte sogno così forte
che non riesco più
a distinguere i sogni
dalla realtà.
…
Altre volte mi ritrovo
a sognare ad occhi aperti,
alterando la realtà fino a
farla diventare impossibile.
…
Mi domando qual’è il senso,
di questa interminabile
serie di noiose novità
e scontate rivelazioni.
…
Mi domando chi sono.
…
Rumore di mattina,
un brivido mi percorre la schiena,
apro gli occhi, vedo un letto
e’ il mio, ma e’ vuoto.
Si muove, mi sfugge.
La stanza non sta ferma,
l’abbraccio, la stringo,
trascina anche me verso l’oblio.
Chiudo gli occhi,
tutto si ferma: sono solo.
Ciò che ho intorno non può essere reale…
… torno a dormire, torno da lei.