Un film magnifico che consiglio a tutti, specialmente a coloro che mi sono lasciato alle spalle.
Poeti dall’Inferno.
La storia di Paul Verlaine e Arthur Rimbaud, poeta maledetto per eccellenza.
A volte parlava in una specie di tenero dialetto.
Della morte, che porta al pentimento.
Degli infelici, che certamente esistono.
Di dolorosi doveri e di strazianti distacchi.
Nelle bettole dove ci ubriacavamo,
egli piangeva la vista di coloro che ci attorniavano.
Il bestiame della povertà
egli sollevava ubriachi, nei vicoli oscuri
aveva la compassione che una cattiva madre ha per i suoi piccini
si muoveva con la grazia di una ragazza al catechismo
pretendeva di intendersi di tutto, affari, arte, medicina.
Ed io lo seguivo.
Dovevo seguirlo.
[...]
Lui è la voce del futuro che avanza.
[...]
L’amore non esiste.
L’avidità esiste, il compromesso esiste. Ma non l’amore.
L’amore deve essere reinventato.
A volte ho visto
ciò che la gente crede di aver visto.
Ho pianto fin troppe lacrime
ho visto albe strazianti.
[...]
Non avevo mai visto un uomo del genere. Conosceva forse segreti che cambiano la vita?
[...]
(la visione della morte)
Quel fatto fu un evento dominante per me.
Capii che ciò che mi serviva per divenire il maggior poeta di questo secolo era di sperimentare ogni cosa sul mio corpo.
Per me non era più sufficiente essere una persona.
Decisi di essere tutti.
Decisi di divenire un genio,
di determinare il futuro.
[...]
Adesso a te, lurido capricciatore di inchiostro,
fatti sotto!
Ai tempi di Francesco I
saggi benevoli giganti correvano le campagne
e la loro principale missione
era di liberare il mondo
dai pedanti
dagli sciocchi
e dagli scrittori senza talento
pisciando loro addosso da grandi altezze!
[...]
[...]
La tua paura maggiore?
A me dispiacerebbe perdere le palle.
E la tua paura maggiore?
Che la gente veda me come io vedo la gente.
[...]
[...]
Dove vai?
[...]
Paul non te ne andare, non mi lasciare.
Scusami.
Perdonami.
Come faccio adesso a vivere?
Torna da me,
Ti prego ritorna.
Tu sei il mio unico amico.
[...]
Perchè?
Lo sai che se mi lasci mi uccidi,
io non posso, io non sopporto di essere solo.
Io non esisto senza qualcuno accanto.
Non mi importa se resti per pietà, basta che resti.
Perchè? So bene che non ti importa ma non capisci quello che …
PER L’AMOR DI DIO NON PIAGNUCOLARE
Fa caldo.
Togliti la giacca.
Ho fatto acquisti stamattina. Ho comprato una pistola.
Perchè?
Per te, per me, per tutti.
Hai comprato un bel pò di munizioni.
Io non ti lascerò mai andare, lo sai?
Questo è un numero molto divertente, non si era mai visto prima.
IO TI UCCIDO!
Per l’amor di dio pensa a quello che fai.
Ho visto la tua lettera, mi supplicavi di tornare. Ho visto le tue lacrime sulla carta.
E’ stato prima che mi venisse in mente di impegnare i tuoi vestiti.
[bang bang]
Non volevo! Non volevo mi dispiace!
… guarda …
Uccidimi, sparami! SPARAMI!
Come faccio brutto stupido mi hai fatto un buco in una mano!
Mio dio cosa ho fatto!
Perchè l’hai fatto?
[aprite questa porta, voi la' dentro]
[...]
Spero non avrai pensato per tutto questo tempo che io potessi essere arrabbiato con te, so che non immaginavi che potessi essere rimasto dentro per cosi’ tanto tempo.
Io non ho perdonato te.
E di che cosa?
Di avermi mancato.
Perchè sei venuto qui?
Beh voglio che tu riesca a trovare uno scopo nella vita, e voglio che dio ti aiuti a raggiungere questo scopo.
Scopo? io non ho scopi.
Beh, parlavo dello scrivere.
Io ho smesso di scrivere.
Non capisco …
Te lo dico piu’ chiaro: io non scrivo più.
E perchè?
Perchè non ho piu’ niente da dire, e forse non ho mai avuto niente da dire in realtà. Credevo che quello che facevo servisse a qualcosa, a cambiare il mondo. Che niente sarebbe piu’ stato lo stesso. Ma e’ inutile, il mondo e’ troppo vecchio e non c’è niente di nuovo, è stato già detto tutto.
Ma non come lo sai dire tu, tu hai un dono, e sarebbe un crimine gettarlo via solo perche’ le tue aspettative non sono raggiunte, sono le aspettative che devi cambiare.
E’ un mio dono, e posso farne cio’ che voglio.
Ma non puoi smettere, hai appena cominciato …
Stai tranquillo che so tacere bene, nessuno riuscirà a smuovermi, sarò il maestro del silenzio.
Ma se non la diciamo noi, chi altri la potrà mai dire la verità?
Una volta dicevi che la verità era questa e la verità era quella, poi viene giù l’angelo del signore e la verità diviene qualcosa di completamente diverso.
Ma io sono cambiato, io credevo che tu desiderassi questo.
Ah sei cambiato?
Allora qui, in mezzo al nulla, ti offro una scelta, la scelta fondamentale, tra il mio corpo e la mia anima. Scegli. Scegli.
Il corpo.
Che le 98 ferite di nostro signore si riaprano e stillino sangue.
No.
Ascolta, in carcere pensavo a quanto potremmo essere felici. Dovrebbe essere facile, dovrebbe essere la cosa piu’ facile del mondo per noi due.
Non lo è mai stato per noi, non lo sarà mai per nessuno di noi due.
[...]
Io tornerò con membra d’acciaio
pelle scura
occhio rabbioso
avrò molto denaro
sarò crudele ed ozioso
e sarò salvo.
[...]
L’ho trovata.
L’eternità.
E’ il sole,
in comunione
con il mare.
Il film ha una fotografia magnifica, lo comprerò in dvd per una visione di qualità.
Splendida anche l’interpretazione di Di Caprio. Non mel’aspettavo.
L’unica cosa che posso dire dopo aver visto questo film è che camminare in cerchio con degli zoccoli di legno, e prenderlo nel culo, fa diventare Cattolici.
Un buon avvertimento.