Atterro.
Sono stanco, ma non troppo.
L’aereo è addirittura in anticipo, sento il profumo di questa terra -per un attimo avrei voluto dire mia- e ritorno minuto dopo minuto alla normalità.
Punta Raisi è bellissima, ma mi domando con che coraggio chiamino l’aeroporto con il soprannome di “Palermo” visto che una volta arrivato, all’ufficio informazioni, quando chiedi il modo più veloce di arrivare in qualsiasi posto, alzano le spalle e con rassegnazione ti invitano ad avere pazienza, che ci metterai ancora 3 ore ad arrivare lì, in quel piccolo paesino a 150 kilometri di distanza che però dovrai fare alla velocità media di un falco cieco in sedia a rotelle.
Ebbene sì, torno alla normalità di questa terra dal panorama talvolta magnifico talvolta squallido e sgarrupato.
Torno alla rassegnazione per i normali e ben conosciuti problemi di trasporto, che rendono ogni qualsiasi spostamento impossibile in modo autonomo e mi costringono ad usare jolly familiari che hanno come prezzo un’infinita serie di rotture di coglioni e perdite di tempo, che a ripensarci oggi mi domando perchè non ho preso un taxi.
Ed è questo che devo fare quando sono qui in Sicilia.
Smetto all’improvviso di combattere contro me stesso, mi rilasso, ma allo stesso tempo devo combattere contro la mediocrità di chi ho intorno e mi fa perdere tempo.
E devo combattere anche contro tutti quei piccoli problemi che riescono in pochi minuti a farmi accantonare i grandi progetti … che in aereo mi giravano in testa.
L’unica è chiudersi in casa, e sperare che la voce del mio ritorno non circoli troppo in fretta.
Che sognatore inguaribile che sono.
Eppure guardo fuori sorridendo, aggrappato al finestrino come un bambino felice, e sento la mia anima riconcilarsi con quella di questa terra, come un cuore che batte, e nel qualunquismo dei suoi abitanti ritrovo infondo una grande saggezza, perchè poi la vita cos’è infondo se non un’avventura fantastica dalla quale tanto nessuno esce vivo?
E nascondo timidamente ai miei compagni di viaggio le lacrime di commozione mentre questi pensieri mi scorrono per la mente…
… e mi domando chi mel’ha fatto fare…
… di andare via da qui, tornando al nord a buttare via tutti questi anni passati ad inseguire chissa’ cosa quando quello di cui avevo bisogno era qui esattamente dove e come lo avevo lasciato è come se tutto qui, da 10 anni, aspettasse il mio ritorno per cambiare.
Mostrerò a questa gente che la mia abilita’ nel dipingere con la luce non è inferiore alla loro abilita’ nel parlare con la pietra.