Giorni bagnati passano veloci.
Parole di vetro feriscono, ma senza malizia.

Il richiamo del vento mi spinge lontano.
Il verso del lupo mi attira.

Corro nudo tra i ricordi mentre,
mi vesto pesante per affrontare il domani.

Vorrei avere il potere,
di portarli con me.

YouTube Preview Image

Carmen Consoli – Amore di Plastica

Non sei per nulla obbligato
a comprendermi
quasi non sento il bisogno
d’insistere
Tu che mi offrivi un amore
di plastica
ti sei mai chiesto se onesto
era illudermi
Ricorda
tu sei quello che non c’è
quando io piango
tu sei quello che non sa
quando è il mio compleanno
quando vago nel buio
Ma come posso dare l’anima
e riuscire a credere
che tutto sia più o meno facile
quando è impossibile
volevo essere più forte di
ogni tua perplessità
ma io non posso accontentarmi se
tutto quello che
sai darmi
è un amore di plastica
Tu sei quel fuoco che stenta
ad accendersi
non hai più scuse eppure sai
confondermi
Ricorda
tu sei quello che non c’è
quando io piango
tu sei quello che non sa
quando è il mio compleanno
quando vago nel buio
Ma come posso dare l’anima
e riuscire a credere
che tutto sia più o meno facile
quando è impossibile
volevo essere più forte di
ogni tua perplessità
ma io non posso accontentarmi se
tutto quello che
sai darmi
è un amore di plastica
volevo essere più forte di
ogni tua perplessità
ma io non posso accontentarmi se
tutto quello che
sai darmi
è un amore di plastica
ma io non posso accontentarmi se
tutto quello che
sai darmi è un amore di plastica

per_blog

L’arrivo improvviso di questo freddo mi ha sconvolto.
Avevo torto quando pensavo che quest’estate non sarebbe mai finita.
L’altro giorno sono uscito di casa in camicia, e dopo 2 metri ho pensato tra me e me, che cos’è questo freddo insopportabile?
Non riuscivo nemmeno a ricordare l’ultimo inverno che ho vissuto, da quanto questi 2 anni sono stati intensi.
E’ come se quest’estate fosse durata 5 anni per me. Tutti estivi, con l’odore di ricordo ed il sapore di rimpianto.

E’ sempre così, nella vita si vuole accelerare troppo, ed io probabilmente lo faccio anche più di altri.
Non so da cosa derivi quest’ansia di vivere, questa voglia di brillare e consumarmi subito come una scintilla impazzita.
Vivere l’infanzia con la fretta di diventare grandi, di assaporare la vita.
Ed ora che -pur giovane- mi vedo abbastanza sistemato, ho ancora più voglia di accelerare -ma per assaporare ancora di più la vita ed i suoi colori-.

Del resto le stelle che brillano più forte sono quelle che si consumano prima, ed io lo so già come andrà a finire. Cel’ho scritto addosso.

Ed ogni tanto mi fermo e mi interrogo per capire dove sono arrivato.
Mi guardo di spalle vivere una vita strana, che non mi appartiene più.

Mi guardo dagli angoli bui delle camere da letto a fare l’amore con tutti ed essere amato da nessuno.
Rivivendo in quelle avventure, in quei momenti fuggenti, timidi dejavù di rapporti di coppia fissi (cosa sono!?) vissuti molti anni fa.
Li ricordo sorridendo come appartenessero ad un’altra vita.

Cosa aspettate? Sono il vostro orsacchiotto giocattolo.
Parlo, riscaldo, e mi muovo davvero. Senza batterie.
Portatemi a letto con voi quando avete freddo.
Ma toccatemi piano, che il cuore non senta la mano.
Sopporto anche il male in silenzio.

Finchè non fa così freddo che qualche volta nevica, sopra il letto e tra gli sguardi.
Finchè qualcuno non comincia a volerti bene davvero, magari ti dice anche che ti ama -pur sapendo che dire “ti amo” a qualcuno è come puntargli una pistola alla tempia-.

Certo, la geometria non è un reato, ma prima o poi il gioco finisce.
Come se io -tral’altro- fossi uno che cambia le carte in tavola.
Come se i pezzi della scacchiera non fossero tutti lì, fin dal principio. Mossa dopo mossa.
Ma se ti giri un attimo, ecco che una regina caduta lì torna in piedi dall’altra parte, un pò nell’ombra (così forse non la vedi). Non ti minaccia, ma tra qualche mossa la tiro fuori e ti mangio l’alfiere (che ha rotto le palle quell’alfiere, non se ne può più).

Mi viene da vomitare.

Nella prossima vita ho deciso di nascere gatto, così non avrò bisogno di niente e di nessuno.
Camminerò per il mondo sovrappensiero, come immerso in un mondo astratto e mistico.
Alzando la coda difronte ai problemi.
Guardando con i miei grandi occhi attraverso le cose, ma senza decidere che colore hanno. Senza restarne implicato.
Senza mai smettere di ascoltare con le orecchie tutto ciò che mi circonda, pronto a schizzare via quando qualcosa si avvicina troppo.
Amando tutto, e nessuno, e se proprio amerò qualcuno sarà per pochi minuti -giusto per riprodurmi-, perchè la dipendenza fa male, lo so.
E’ come un calcio nelle palle.
Quando stai per riceverne uno te lo ricordi prima il male che fa, tanto che d’istinto è meglio girarsi un poco e prenderlo nel culo.

C’è a chi piace, ed i gusti sono gusti.
Non si discutono.

Corri nel freddo,
incontro casuale,
tepore d’autunno,
scintilla di felicità.

Difendi la tua
indipendenza,
la mia
anima danza.

Sottolineo la mia
dipendenza,
i tuoi
occhi m’innamorano.

E cade una foglia
nella nebbia.

YouTube Preview Image

L’odore dell’erba bruciata
La gru che faceva paura
L’incanto accendeva la sera
E tu… tu che sei sempre tu!
Tu, tu che non parli più!
Se devi toccarmi fai piano,
che il cuore non senta la mano.
Sopporto anche il male in silenzio
Ma tu… tu che sei sempre tu!
Tu, tu che non parli più!
Bambina non ero matura
Era il tuo giardino una serra
Dove mi allevavi con cura
Ma rubavi di notte la terra
Tu, tu che non parli più!
No tu, non si fa sera più
Il vento impetuoso d’estate
Ha rotto i vetri improvviso
Sentivo le guance bagnate
Ma tu… tu che non parli più!
Tu, tu, tu che non conti più!
Sentivo nel corpo l’estate
Le sere più fresche sprecate
La voglia di stringer qualcuno
Mezzo uomo non sei più nessuno!
Tu, tu che non parli più!
Tu, non si fa sera più.

_mg_5225

There are days in which I wake up and I feel strange.

Clouds pass over my thoughts.
I cannot understand, I cannot explain.

I just feel melancholic,
keep pondering about my uncertainties.

I feel physically weak,
and I can’t do anything else than keep waiting.

So in this strange state, like a digesting python,
I just wait for Godot.

I am sure that those are moments of transformation,
in which for space-related problems I bury my
cogitations under the stratifications that human brain has.
To start a new one.

In fact every time that those moments passes through,
I feel stronger, and much more conscious.

But today, I feel different from other times.

It’s because, indeed, I can’t find a direction
in which I should evolve-involve myself into.

I did so many things from the last time.
I have known many people.
I did learn so many things.
But I still don’t know where I want to go.
Where I want to be.

So I feel week,
unprepared.

I’m going to surrender this time,
raising the white flag of my sincerity.

Who are you?
Where are you?
I won’t make it alone this time.

I need you.
Come and take me, now.

I kiss you’re chick,
because I feel so weak.
Lend me your breast.
Gift me some rest.

YouTube Preview Image

L’indirizzo ce l’ho, rintracciarti non é un problema,
ti telefoneró, ti offriró una serata strana,
il pretesto lo sai… quattro dischi e un pó di wiskey… wooooh!Saró grande vedrai, fammi spazio e dopo mi dirai, mmm mmm mmm…
che maschio sei…Lui chi é? Come mai l’hai portato con te,?Il suo ruolo mi spieghi qual é?
Io volevo incontrarti da sola semmai,
mentre lui, lui chi é, lui chi é,
giá é difficile farlo con te… Mollalo!
Lui chi é? lui cos’é? lui com’é?
é distratto ma é certo di troppo… Mollalo!
Mi aspettavo lo sai, un rapporto un pó piú normale,
quale eventualitá, trovarmi una collocazione,
ora spiegami dai, l’atteggiamento che dovró adottare… wooooh!mentre io rischierei di trovarmi al buio,
tra le braccia lui…mmm mmm mmm… non é il mio tipo!
Lui chi é?Si potrebbe vedere…si potrebbe inventare…si potrebbe rubare…Lui chi é, lui chi é, lui chi è giá é difficile farlo con te… Mollalo!
Il triangolo no, non l’avevo considerato,
d’accordo ci proveró, la geometria non é un reato,
garantisci per lui, per questo amore un po’ articolato…
mentre io rischierei, ma il triangolo io lo rifarei….
perché no? Lo rifarei…
lui chi é? Lui chi é?
lui chi é? E si vedrá…
lui é…
lui chi é, lui chi é,
e loro, dico loro chi sono?