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La vita procede frenetica, come sempre.

Viaggi milanesi mi ricordano esperienze vissute, replicano momenti sfuggiti con graffiante meticolosità, come a volermi ricordare i miei sbagli.

Ma non è uno sbagliare che mi spaventa più, è confinato in una dimensione controllata, non più subita, quasi stessi facendo degli studi antropologici su me stesso.

E infondo mi piace, perchè vivo inseguendo quel sogno che mi accompagna da tutta la vita.
Del resto che altro potrei fare?


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Il lavoro procede, nonostante i litigi con persone non degne di avermi conosciuto, ma è il gioco della gazzella col leone, per vincere basta recitare la parte giusta.

Ora ho capito, e non sbaglierò più.

E così mi  trovo di nuovo da solo, a ricominciare da capo, ma ogni volta che ricomincio da capo mi sento più forte e determinato di prima.
Stavolta non mi ferma nessuno.

La confusione sulla scrivania resta, sia quella digitale che quella analogica. Ma è così bella da vedere che la fotografo, e continuo a lavorare.


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La biennale incalza, togliendo ogni respiro.
Tante responsabilità, pochi soldi. Ma un pò di prestigio, ed il piacere di stare con persone tanto speciali.

Peccato che poi quando tutto sarà finito tornerò ad essere solo, come è successo l’altra volta.
Ma non mi faccio più abbindolare da patetici sorrisi, preferisco elemosinare affetto da chi me lo da per il suo interesse.

Infondo non è molto diverso da me, ed è quello che merito.


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Il carnevale mi è passato sopra come uno schiaccia sassi.

Magico, indefinibile, incomprensibile.

Un’escalation di feste private lussuose e costose, godute grazie al savoir-fair ed una gran faccia da culo.

Ma infondo il mio lavoro è stato apprezzato, e l’anno prossimo l’esperienza sarà ripetuta.

Saluto questo carnevale con tante esperienze irripetibili alle spalle, conoscenze importanti, molte lusinghe lavorative e non, e qualche conquista.

Quel che basta a sentirmi vivo, ogni tanto. Perchè infondo piacere agli altri mi fa piacere di più a me stesso.

Guardo al futuro con aria di sfida, sommerso dalle scartoffie; e la rassegnazione di chi si è scelto una vita difficile per potersene poi lamentare.

Combatto i miei demoni con determinazione, ma la quotidianità e l’abitudine sono molto più subdole del peggiore dei nemici.

Indietreggio, perchè le persone con cui ho abbassato la guardia hanno imparato a ferirmi.

Ammiro, le fondamenta del castello che sto costruendo, a cui mancano bandiere, cavalieri, e principesse.

Detesto, la mia incapacità di gestire il presente, di dimenticare il passato, e di rinunciare al futuro per fare solo ciò che mi piace.

Sono deluso, dalla definitiva mancanza di buon senso delle persone, dalla pochezza di chi fa finta di non capire, e dall’arroganza di chi capisce e per questo si crede superiore agli altri.
Al di sopra delle parti, come se tutto fosse concesso, anche il peggiore degli affronti.

E così cammino, per la mia strada come sempre.
Felice, perchè infondo non sono solo.
E perchè so di aver cambiato così tante cose che il futuro che un tempo avevo intravisto ora è improbabile, se non impossibile.